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Approvata la legge per la celebrazione dei 150 anni dalla morte di Rossini, Fabbri, Pd: "Grande soddisfazione"

 

22/11/2017 - "Il Ddl per la celebrazione dei centocinquanta anni dalla morte di Gioachino Rossini, di cui sono stata prima firmataria, è diventato legge. Una profonda soddisfazione perché si tratta di un provvedimento che consente a questo appuntamento di poter disporre della cornice legislativa adeguata alla sua rilevanza, non solo nazionale ma internazionale".
 

Il 30 novembre, in Senato, terremo la riunione del Comitato promotore composto dal Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano; dal dottor Gianni Letta; dalla Presidente della Rai Monica Maggioni; dal Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e dal sindaco di Pesaro Matteo Ricci. Saranno presentate le iniziative al momento programmate per il 2018, indicato come anno rossiniano, e che si protrarranno nel 2019.

Si prospetta per la città di Pesaro, a cui recentemente è stato concesso il riconoscimento di "città della musica" Unesco, e per la Regione Marche, una grande opportunità turistico-culturale, che assumerà una dimensione nazionale e internazionale visto il prestigio di cui Rossini gode in Italia e nel mondo".

Lo afferma in una nota la senatrice del Pd Camilla Fabbri, prima firmataria del ddl per la celebrazione dei 150 anni dalla morte di Rossini, oggi approvato in via definitiva alla Camera con la sola astensione del Movimento Cinque Stelle.

Soddisfazione espressa anche dal sindaco Matteo Ricci "Approvata alla camera definitivamente la legge speciale per il 150esimo di Rossini!!! Altri 700mila euro e un grande riconoscimento. Grazie a Camilla Fabbri senatrice PD, Dario Franceschini, Alessia Morani e tutti i parlamentari che hanno sostenuto e votato. Un grande volano per lo sviluppo culturale e turistico".

 

testo tratto da https://www.viverepesaro.it/2017/11/23/approvata-la-legge-per-la-celebrazione-dei-150-anni-dalla-morte-di-rossini-fabbri-pd-grande-soddisfazione/661775/#blocco_shorturl

 

 

PESARO "CITTA' DELLA MUSICA UNESCO"

 

Pesaro, 31 ottobre 2017 - L'Unesco ha decretato Pesaro 'Citta' della musica". L'ha annunciato su Facebook il sindaco di Pesaro Matteo Ricci. Un riconoscimento che giunge alla vigilia delle celebrazioni per i 150 anni dalla morte del compositore Rossini, che cadono nel 2018.
"L'Unesco a Parigi ha appena comunicato la vittoria della nostra citta'- dice Ricci -. Un risultato storico, un volano straordinario per lo sviluppo culturale e turistico".

Il sindaco parla di «svolta», alla vigilia del 150esimo di Rossini: «Finalmente il cerchio si è chiuso e ne usciamo notevolmente rafforzati. Perché il marchio dell’agenzia delle Nazioni Unite conferisce grande autorevolezza alla città». Ancora: «Abbiamo puntato fortemente sul settore in chiave turistica: ora la visibilità Unesco sosterrà in modo importante la nostra vocazione. Aprendo nuove prospettive anche in campo economico». Sulla designazione, secondo il sindaco, ha pesato il sostegno del governo: «La nostra candidatura è stata volutamente costruita con la presidenza del consiglio (l’ex premier Matteo Renzi firmò il patto con Ricci al teatro Rossini, nell’agosto 2015, ndr) e con il ministro Dario Franceschini, a cui esprimiamo la nostra riconoscenza. Era quindi pienamente rappresentativa del Paese. D’altra parte Rossini sarà l’ambasciatore della bellezza italiana nel mondo nel 2018».

«La città della musica - prosegue Ricci - doveva avere la musica. Sdoganarla in tutte le forme, comprese quelle leggere e popolari. Abbiamo moltiplicato le occasioni: in centro, nelle piazze, nei locali. Inserendola ovunque. E’ stata la nostra strategia e alla fine ha pagato». Sull’agenda: «Ora avanti tutta con la legge speciale del 150esimo già approvata in Senato, che approderà alla Camera il 20 novembre. Ma anche con il museo strutturale dedicato a Rossini che nascerà a Palazzo Antaldi. Forti del risultato raggiunto oggi, che valorizzeremo per fare conoscere sempre più Pesaro anche a livello internazionale. Le due dimensioni si legano». Nel frattempo il sindaco sarà a Parigi il tre novembre, nella sede dell’Unesco (riunita in questi giorni per la 39esima assemblea generale, ndr) in place de Fontenoy. Dove è in programma l’evento dedicato ai centri candidati, che sarà anche una prima vetrina per i vincitori.

Evidenzia il vicesindaco Daniele Vimini: «Un grande lavoro di squadra, ringrazio tutti i collaboratori e coloro che si sono battuti per questo risultato storico. Un grazie a tutte le realtà musicali della città, nessuna esclusa, che con la loro passione e il loro fare musica hanno reso possibile questo riconoscimento mondiale».   

Della rete Unesco, esclusi i nuovi ingressi, fanno parte 116 centri di 54 Paesi «che hanno fatto della creatività il tratto del loro sviluppo economico e culturale».Dopo la scrematura iniziale, per la chiamata 2017 in lizza per l’Italia restavano Pesaro e Genova per la musica, Milano per la letteratura, Alghero e Carrara per arte e artigianato popolare, Alba per la gastronomia. L’annuncio del direttore generale dell’agenzia delle Nazioni Unite Irina Bokova, oltre al dossier di Pesaro, premia anche quelli di Alba, Carrara e Milano. Le città entrano così nel novero ristretto dei centri italiani appartenenti alla rete Unesco delle città creative. Ovvero Bologna (musica), Fabriano (artigianato), Parma (gastronomia), Roma (cinema), Torino (design).

 

 

 

 

 

 

 

 

PESARO:
 La città del grande compositore Gioacchino Rossini, presenta ancora le ricche testimonianze architettoniche e artistiche di varie epoche, romana, medievale, rinascimentale e moderna, con i mosaici del V-Vi sec. del Duomo, il Palazzo Ducale, che fu sede degli Sforza e Della Rovere, la casa natale di Rossini, il Villino Ruggeri in stile Liberty. Tra le chiese, di grande interesse artistico quella di San Francesco, Sant'Agostino e la facciata di San Domenico

 

 

Pesaro

 

Sorge nella piana alluvionale costiera adriatica, in corrispondenza della foce del fiume Foglia, stretta sui due lati dal colle Ardizio a sud-est e dal promontorio del colle S.Bartolo a nord-ovest.
Il luogo fu abitato fin dal sec.VI a.C. (scalo marittimo alla foce del Pisaurus, l'attuale Foglia), ma la deduzione della colonia romana di Pisaurum fu opera di Quinto Fabio Nobiliore (184 a.C.). Un decennio dopo (174 a.C.) fu portata a termine la costruzione delle mura ad impianto rettangolare sui due assi del cardo e del decumano, individuabili nelle attuali vie S.Francesco-corso XI Settembre e via Branca-via Rossini. Dopo alterne vicende, la città decadde progressivamente fino alla sua distruzione ad opera dei Goti di Vitige (539 d.C.). Gradualmente ricostruita sulle rovine dell'abitato romano, fece parte con Rimini, Fano, Senigallia e Ancona della bizantina Pentapoli Marittima e successivamente, dopo una breve dominazione dei Longobardi, fu donata dai Franchi al Pontefice, entrando così nell'orbita della Chiesa romana (774 d.C.). Divenuta libero comune nella prima metà del XII secolo, lottò con le città vicine (Fano in particolare) per espandere il proprio territorio, fino a quando non ne divenne Podestà (anno 1285) Malatestino Malatesta, seguito nella stessa carica dal figlio Giovanni (detto Gianciotto), marito tradito della celebre Francesca da Polenta, resa immortale dai versi di Dante Alighieri per il suo tragico amore per il cognato Paolo. Gli successe nel 1304 il fratello Pandolfo I cui seguirono nel 1326 Malatesta detto Guastafamiglia e nel 1343 Pandolfo II, valoroso capitano di ventura con il quale i Malatesta assunsero il titolo di Signori di Pesaro. E Signori munifici i Malatesta lo furono veramente come testimonia ancora oggi lo splendido portale gotico della chiesa di S.Francesco (nota anche come Madonna delle Grazie) dove è pure il sepolcro della Beata Michelina Metelli, morta nel 1356. Pandolfo II, noto anche per la profonda amicizia che lo legò al poeta Francesco Petrarca, morì nel 1373, lasciando un figlio ancora piccolo che divenne signore della città nel 1386. Fu costui, Malatesta detto 'dei sonetti', uomo d'armi e di lettere, che seguendo l'esempio paterno commissionò i magnifici portali gotici delle chiese di S.Domenico e di S.Agostino e trasformò la sua dimora in una vera e propria corte, grazie anche al raffinato contributo della moglie Elisabetta Varano da Camerino. Con la sua scomparsa (1429) si ebbe il definitivo declino del ramo pesarese dei Malatesta, quando Galeazzo cedette la città con regolare contratto ad Alessandro Sforza (1445), suscitando le ire del cugino Sigismondo, allora signore di Rimini e di Fano. Agli Sforza (Alessandro, Costanzo e Giovanni) Pesaro deve la costruzione dell'aristocratica facciata lauranesca del Palazzo Ducale (1461-1465) e, sul colle S.Bartolo, il nucleo più antico della famosa Villa Imperiale, ampliata e abbellita in seguito al tempo dei Della Rovere da Gerolamo Genga e da una schiera di abili pittori e decoratori (sec. XVI). Sempre alla munificenza degli Sforza Pesaro deve il bel coro intarsiato della chiesa di S.Agostino e la costruzione di Rocca Costanza, possente struttura difensiva oggi destinata ad ospitare la sezione pesarese dell'Archivio di Stato. Con la morte di Giovanni Sforza, sfortunato cognato di Cesare Borgia di cui subì l'ambiziosa prepotenza dopo averne sposato la sorella Lucrezia, la signoria di Pesaro passò a Francesco Maria I Della Rovere, nipote di Papa Giulio II (1513). Dai Della Rovere (il ricordato Francesco Maria I, Guidubaldo II e Francesco Maria II) Pesaro ebbe la grandiosa cinta murata pentagonale, di cui sopravvive oggi il possente Bastione degli Orti Giuli con la vicina Porta Rimini, e la monumentale chiesa di S.Giovanni Battista, capolavoro di Gerolamo Genga, oltre all'ampliamento del Palazzo Ducale con i suoi vari appartamenti, alla chiesa ottagonale di S.Ubaldo e a quella fastosa del Nome di Dio e, per finire, la realizzazione del porto-canale, risistemato poi nel sec. XVIII da Gianfrancesco Buonamici. Va precisato a questo punto che fu con i Della Rovere che Pesaro, entrata a far parte del ducato di Urbino, ne divenne l'effettiva capitale fino alla devoluzione del ducato alla Santa Sede (Papa Urbano VIII), dopo la morte di Francesco Maria II (1631), rimasto senza eredi diretti essendogli premorto il giovane figlio Federico Ubaldo. Da allora Pesaro fu città capoluogo, insieme con Urbino, dell'omonima Legazione Pontificia, affidata ad un Cardinal Legato fino al periodo napoleonico e, dopo la restaurazione, fino all'unificazione italiana (1861). Furono gli anni in cui si distinsero personaggi illustri come l'abate Annibale degli Abbati Olivieri (1708-1709), fondatore dell'omonima Biblioteca e Museo, ospitati oggi all'interno del seicentesco Palazzo Almerici e come l'architetto, pittore e letterato Gianandrea Lazzarini (1710-1809), progettista di Palazzo Olivieri (oggi sede del Conservatorio Musicale 'G. Rossini') di cui decorò più di una sala, oltre che del signorile Palazzo Toschi-Mosca e della sede dell'ex Seminario Diocesano. Pesarese fu anche Domenico Mazza (1755-1847), primo raccoglitore della splendida collezione di ceramiche istoriate costituenti oggi il Museo delle Ceramiche, annesso ai Musei Civici, insieme con la Pinacoteca dove è esposto quel capolavoro assoluto che è la 'Pala di Pesaro' di Giovanni Bellini (il Giambellino). Sotto la Cattedrale (facciata del sec. XII e interno rifatto nel sec. XIX) sono in fase di recupero due splendidi pavimenti musivi sovrapposti: un vero e proprio unicum, sia per la vastità del litostrato che per la sua perfetta conservazione (secoli IV e VI d.C.). Una visita è d'obbligo anche al piccolo Museo della Casa natale del grande Gioachino Rossini a cui è stato anche dedicato l'ottocentesco Teatro 'G. Rossini', opera dell'architetto Pietro Ghinelli, inaugurato nel 1818 e oggi una della sedi dell'annuale Rossini Opera Festival.
Fanno oggi parte del territorio comunale pesarese anche gli antichi castelli di Novilara (m.215) e Candelara (m.204), entrambi alla destra della valle del Foglia, con bella vista panoramica dall'alto delle loro cinte murate, noto inoltre il primo per l'antica necropoli picena (VIII-VI sec. a.C.) venuta alla luce nel secolo scorso nelle sue vicinanze.

 

testo tratto da http://www.turismo.pesarourbino.it/elenco/comuni/pesaro.html