1422 - 2022   VI centenario dalla nasciata di Federico da Montefeltro Duca di Urbino

 

Fino a pochi anni fa parlare di Federico da Montefeltro in riferimento ai suoi natali, era un argomento fortemente avversato e quasi proibito. Schiere di studiosi prevalentemente urbinati facevano fuoco di sbarramento su chiunque mettesse in dubbio la sua purezza feltresca. Dopo le pubblicazioni La Doppia Anima, la vera storia di Ottaviano Ubaldini e Federico da Montefeltro e Vita e gesta del Magnifico Bernardino Ubaldini della Carda entrambi di Bei e Cristini, le posizioni si sono notevolmente ammorbidite lasciando spazio oggi a opinioni diverse che supportate da una notevole documentazione si possono così sintetizzare. Bernardino Ubaldini della Carda, figlio di Ottaviano e Bochina Varano di Camerino, nel 1421 sposò Aura da Montefeltro, figlia di Guidantonio signore di Urbino. Bernardino era conte del castello della Carda e di quello di Apecchio con i loro vasti territori, era inoltre comandante dell’esercito che suo padre Ottaviano aveva istituito anni prima assieme a Guidantonio di Urbino per sostenere le parti di re Ladislao d’Angiò nella guerra che questi conduceva per ampliare i suoi domini. Tra una campagna militare e l’altra mise al mondo due figli maschi fatti con Aura ed altri illegittimi avuti con altre donne. Il primo fu Federico che nacque a Gubbio nel giugno del 1422. Per essere presente a questa nascita Bernardino tornò espressamente da Napoli, dove stava combattendo con Braccio Fortebracci da montone, tornò perché doveva discutere del futuro di questo bambino che era molto più importante della sua condotta militare. La situazione ereditaria nello stato di Urbino si stava facendo critica, Guidantonio era sposato con Rengarda Malatesta, la quale malata ed avanti con l’età risultava sterile; il conte di Urbino aveva già avuto due figlie, Aura e Bianca, con altre donne, ma non gli servivano per la successione al governo di Urbino; decise quindi di inserire il suo primo nipote maschio Federico, figlio di Aura, facendolo passare per un suo figlio illegittimo. In questo modo sarebbe stato più facile farlo legittimare dal Papa per la successione, inoltre avrebbe avuto il vantaggio di avere il suo cognome fin dalla nascita. I patti da discutere e stabilire con i veri genitori erano molti, per cui Bernardino tornò di persona per mettere condizioni ed avere assicurazioni da Guidantonio, perché poi di fatto, avrebbe rinunciato per sempre al suo figlio primogenito.

 

A supporto di quanto appena detto forniamo le dichiarazioni che alcuni storici hanno scritto nel tempo. Oderigi Lucarelli di Gubbio così dice: “Anche il conte Bernardino Ubaldini, celebre guerriero sui primi del quindicesimo secolo ebbe il suo abituale domicilio in Gubbio e dal suo matrimonio colla contessa Aura di Montefeltro nacque nella nostra città il 7 giugno 1422 quel gran Federico che divenne poi duca d’Urbino”. Di seguito abbiamo una dichiarazione fatta da papa Pio II: “Trovandosi Guido senza figlioli maschi, perché lo stato rimanesse pur nel suo sangue, finse che una sua concubina si ingravidasse di lui ed essendo nato un figliolo a Bernardino della Carda, quello supposto per suo nominollo Federico e come tale lo fece allevare e nutrire”. Altra dichiarazione ancora è riportata da Vincenzo Giobbi Fortebracci che tra l’altro dice: “Questo Federico fu figliolo di Bernardino Ubaldini signore della Carda e per le sue rare qualità Guidantonio di Montefeltro conte d’Urbino, adottandolo in figlio, lo lasciò erede dello stato”. Neanche l’abate Eugenio Gamurrini si esime dal darci la sua versione dei fatti: “Bernardino sudetto generò Ottaviano conte di Mercatello che fu padre di Bernardino e Federigo duca d’Urbino che fu padre di Guidubaldo”.

 

Federico viene dunque legittimato come figlio di Guidantonio e accolto a corte. Due anni dopo nasce Ottaviano, ma in questo caso Bernardino non si preoccupa di tornare, non c’è nulla da discutere su di lui quindi lo vedrà quando finirà la sua campagna militare. Nel 1423 muore Rengarda Malatesta e Guidantonio si risposa con Caterina Colonna nipote di Papa Martino V. Dopo vari tentativi nasce Oddantonio, a questo punto Guidantonio non esita un attimo a dichiarare Federico illegittimo e a mettere come suo successore Oddantonio, dopodiché allontana dalla corte Federico perché Caterina non lo vuole e lo affida ai monaci dell’abbazia di Gaifa. Riguardo a questo Filippo Ugolini dice: “È cosa che passa ogni credenza per un padre dichiarare bastardo il proprio figlio primogenito in onta al vero”. Bernardino e Aura vigilano sul figlio, ma non possono riprenderlo con loro, sarebbe come ammettere pubblicamente la strategia che avevano messo in atto poco tempo prima e quindi suscitare molte polemiche. Nel modo meno appariscente possibile, i veri genitori decidono di affidarlo a Giovanna Alidosi, vedova da poco di Bartolomeo Brancaleoni e signora di Mercatello, Sant’Angelo in Vado e di altri sedici castelli di Massa. In quel periodo la Massa Trabaria era ancora autonoma e sotto il dominio dei Brancaleoni poiché anche Casteldurante apparteneva a Galeotto e Alberico membri di quella famiglia. Giovanna Alidosi aveva una figlia dell’età di Federico chiamata Gentile, i due crebbero insieme e tra di loro venne combinato un matrimonio quando avevano ancora l’età di otto anni. Il 4 aprile 1443 a matrimonio avvenuto, Federico acquisirà i beni della moglie; Mercatello sarà elevato a rango di contea e lui ne sarà il primo conte. Bernardino che fino ad allora aveva combattuto per Firenze come generale di quella repubblica, la lascia senza preavviso a causa di una parola da lui data che i fiorentini non avevano rispettato e decide di mettersi al soldo del duca di Milano Filippo Maria Visconti. Durante l’intervallo tra le due condotte, accoglie una richiesta di aiuto inviatagli da Città di Castello e va a liberarla dall’assedio di Nicolò Fortebracci della Stella, ma poi la prende egli stesso e la consegna nelle mani del suocero, come nuovo possedimento dello stato di Urbino. Dopo un anno la città si libera a causa di una donna bellissima e nelle vicende politiche che ne seguono, nelle quali si intersecano il Papa, Milano e Venezia, Bernardino è costretto a dare in ostaggio i suoi due figli: Federico che andrà a Venezia e Ottaviano che verrà inviato a Milano. Questa è l’ennesima dimostrazione della loro fratellanza. Nel 1437 Bernardino si ammala, lascia la sua compagnia di ventura a Federico e prima di morire lo raccomanda a Filippo Maria Visconti perché lo prenda sotto la sua protezione e ai suoi stipendi con tutti i suoi duemila quattrocento soldati. Raccomanda il figlio quindicenne anche a Niccolò Piccinino, perché lo segua, lo istruisca e lo tenga sotto le sue insegne fino alla maggiore età. A Ottaviano lascerà i beni di famiglia ad Apecchio e alla Carda. Nel 1444 Oddantonio conte d’Urbino muore, vittima di una congiura, e Federico rimasto ufficialmente ancora un Montefeltro legittimato, viene acclamato a furor di popolo nuovo conte di Urbino, e per amministrare chiamerà in suo aiuto il fratello Ottaviano che arriverà da Milano dove era rimasto come consigliere personale del duca Visconti. Federico divenuto primo condottiero d’Italia e generale delle armate del re di Napoli, resterà lontano dal suo Stato anche per tre anni consecutivi, lasciando Ottaviano a governare al suo posto; chi se non un fratello autorevole alla pari del duca avrebbe potuto sostituirlo in questo modo. Assieme ottennero anche il titolo di duca per Federico e l’innalzamento a ducato dello stato di Urbino e lo ottennero proprio ad Apecchio, nel loro paese in mezzo alla loro gente. Papa Sisto IV da due mesi assediava Città di Castello per toglierla alla famiglia Vitelli, non riuscendoci decise di dare l’incarico a Federico da Montefeltro, questi, assieme al fratello Ottaviano, convocò il nipote del papa il cardinale Giuliano della Rovere (poi papa Giulio II), ad Apecchio i primi di agosto del 1474 e qui, in cambio della città, fu concesso a Federico il titolo di duca e fu combinato un matrimonio tra la figlia di questo, Giovanna, con l’altro nipote del papa, Giovanni della Rovere. Il connubio tra un paese e due fratelli aveva dato un formidabile risultato.

 

Federico avrà sette femmine e due maschi illegittimi, Buonconte e Antonio che porteranno il cognome Ubaldini; il primo morirà ancora bambino di peste a Napoli, il secondo avrà il titolo di conte e ruoli di comando nell’esercito. Riportiamo a questo proposito un documento proveniente dalla cronaca di Pietro Laurenzi del 1477: “Carlo Fortebracci in Val d’Orcia, affrontò con mille e ottocento soldati il conte Antonio, figlio del duca Federico d’Urbino che aveva tremila soldati […] la sera Carlo si diresse verso Montone e Antonio Ubaldini (e non Montefeltro) restò a Lucignano in Val di Chiana.”

 

Nel 1472 dalla seconda moglie Battista Sforza nascerà Guidubaldo e questa nascita che dovrà continuare la stirpe di Federico viene così registrata a pagina 157 degli Annali di Casa Ubaldini:  “Nacque Guidubaldo Ubaldini in Gubbio li 29 gennaro, suo padre fu il duca Federico Ubaldini, figlio di Bernardino Ubaldini conte della Carda, e fu detto Montefeltro per l’eredità auta e la madre fu Batta (Battista) Sforza che morì in parto e non ebbe altri figli che Guidubaldo. Certo è che Guidubaldo fu denominato da Montefeltro ed è certissimo che fu degli Ubaldini figlio di Federico e nipote di Ottaviano signore di Mercatello e d’altri luoghi in Massa Vaccareccia, fratello minore di Federico e ambedue figli di Bernardino Ubaldini e di Aura di Montefeltro”. Si può dire senza ombra di dubbio che la famiglia Ubaldini ostentava spudoratamente la parentela con il duca.

 

Nel 1482 Federico muore lasciando Guidubaldo di dieci anni; Ottaviano lo crescerà amorevolmente assolvendo in sua vece tutte le incombenze dello Stato. Quando Guidubaldo verrà preso prigioniero a Sutri dagli Orsini, lo zio pagherà il riscatto per la sua liberazione, ma poiché era altissimo (cinquantamila ducati) per racimolare la somma fu costretto a vendere parte del feudo delle Carpini (la porzione di Biscina) che apparteneva agli Ubaldini dal 1260. Nel 1498 Ottaviano muore e Guidubaldo oltre a prendere pieno possesso del ducato di Urbino eredita anche i beni personali dello zio, se non ne fosse stato il vero nipote non avrebbe potuto farlo. Esiste nell’archivio Ubaldini nel palazzo di Urbino un atto notarile riguardante il feudo delle Carpini nel quale Guidubaldo per poterlo ereditare si dovette firmare Guidubaldo Ubaldini da Montefeltro. Riguardo la morte di Ottaviano riportiamo la cronaca scritta da fra Girolamo da Venezia che lo accompagnava durante il viaggio: “Il conte Ottaviano Ubaldini fratello del duca Federico e zio di Guidubaldo, figlio di Federico, trovandosi in Gubbio ed avendo precognisciuto, come intendente d’astrologia, di dovere in questa città morire, subito e di buona voglia in una lettiga portato se ne partì. Assalito da una febbre nell’uscire dal contado di Cantiano, parlando parlando passò improvvisamente all’altra vita e fu nel mese di giugno. Fu portato in Urbino nella cappella dei conti, avendo governato lo stato circa diciassette anni per Guidubaldo suo nipote dopo la morte di Federico suo fratello”.

Se tutto ciò presentato finora non fosse sufficiente, vi sono svariati altri documenti tra cui una seconda dichiarazione di papa Pio II che dice: “Dalla famiglia Ubaldina pervenne il duca Federico padre del duca Guidubaldo che non era figlio naturale di Guidantonio da Montefeltro ma di Bernardino della Carda” ed una bolla di Papa Sisto IV (proveniente dal bollario al libro 8 pagina 96) che tra le altre cose dice: “Octavianus de Ubaldinis comes Mercatelli frater Federici ducis Urbini”. Nei soffitti della Galleria degli Uffizi a Firenze vi sono dipinte delle lunette di personaggi illustri tra cui una che raffigura Federico e Guidubaldo con la scritta Federico e Guidubaldo Ubaldini. Se vogliamo concludere con la descrizione che un autorevole cronista, il Vasari, fa nel 1565 di un apparato costruito a Firenze per festeggiare le nozze tra il principe Francesco dei Medici e la regina Giovanna d’Austria, dove vengono riprodotti i personaggi più illustri che la città ha avuto nel tempo, ebbene tra questi, benché fosse morto da più di cento anni, viene raffigurato Bernardino Ubaldini della Carda con su la scritta “Bernardo Ubaldini della Carda” e per meglio identificarlo aggiunge “padre di Federico duca di Urbino”.

 

Certo, nel corso della storia ci fu anche chi cercò di denigrare questo connubio tra i due fratelli; I Malatesta, con Sigismondo sempre in guerra con Federico, i Brancaleoni, ai quali era stato tolto Casteldurante, ed in seguito il duca Guidubaldo II della Rovere, il quale non sopportando di provenire da una stirpe Ubaldini incaricò il suo segretario Girolamo Muzio di far sparire ogni documentazione che dimostrasse la vera provenienza di Federico. Ma la storia non si cancella, da ogni sportello di archivio che si apra, la storia trabocca, riportando alla luce la verità e cancellando così le menzogne.

 

                                                                                

Per chi voglia approfondire questo argomento e consultare le bibliografie delle notizie qui riportate consiglio:

La Doppia Anima, la vera storia di Ottaviano Ubaldini e Federico da Montefeltro di Leonello Bei e Stefano Cristini

Vita e gesta del Magnifico Bernardino Ubaldini della Carda di Leonello Bei e Stefano Cristini

Le origini di Apecchio, Le comuni radici con Città di Castello in duemila ottocento anni di storia di Leonello Bei

 

TRATTO DA http://versacrumricerche.blogspot.com/p/la-vera-paternita-di-federico-da.html

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